06 APRILE: BEATA PIERINA MOROSINI, VERGINE E MARTIRE
Uno stupro, violento e brutale, tanto più non riuscito, che scatena l’ira del bruto che uccide a colpi di pietra la vittima predestinata e ribelle. Ma sarebbe solo un fatto di cronaca se non si collocasse come coronamento di una vita tutta dedita all’apostolato e alla purezza fisica e interiore.
Pierina Morosini nacque a Fiobbio (Bergamo) il 7 gennaio 1931, primogenita dei nove figli di Rocco e Sara Noris. Finì la scuola elementare ma fu costretta ad abbandonare gli studi, per i quali era molto portata, poiché, in seguito alla malattia del padre, il suo lavoro rappresentava la principale forma di sostentamento della famiglia. Fece pratica per un certo periodo come sarta e a quindici anni ottenne un impiego in una fabbrica tessile locale.
Entrò in un gruppo dell’Azione cattolica e partecipò a tutte le attività della parrocchia, dedicandosi soprattutto all’insegnamento del catechismo e alle visite ai malati. Fu anche intensamente impegnata a promuovere le vocazioni per il seminario locale e le missioni estere. Riceveva la comunione tutti i giorni, mostrando segni di devozione non comuni, alzandosi ogni mattina alle quattro per pregare e partecipare alla Messa prima di iniziare a lavorare.
Avrebbe voluto diventare religiosa per potere operare in una missione all’estero, ma dovette continuare a dedicarsi al sostentamento della famiglia. Divenne membro del Terz’ordine francescano e dei Figli di Maria. Le sue colleghe di lavoro apprezzavano molto la sua coscienziosità, il suo carattere amichevole verso tutti, caratterizzato da una certa riservatezza e la sua profonda fede religiosa. Pierina Morosini andò in pellegrinaggio a Roma nel 1947 per assistere alla canonizzazione di S. Maria Goretti (6 lug.) e rimase profondamente impressionata dall’esempio di questa giovane morta per difendere la propria purezza, dicendo varie volte di sperare una fine simile. Entrò a fare parte della “crociata locale per la purezza” e compose una preghiera per la castità dei suoi membri, che recita tra l’altro:
«Possa io non dare mai spazio alle attrazioni del mondo o del piacere; possa io non concedermi nemmeno il più piccolo compromesso con il peccato nell’abbigliamento, nel parlare, nelle letture, negli sguardi o nel divertimento […]. Rendimi piccolo apostolo per tutte le ragazze deviate dal mondo. E se avrò mai la sventura di cadere, possa la tua mano immacolata sollevarmi il più presto possibile, o Gesù, e farmi ritrovare l’intimità del tuo cuore […]. Se mi chiami al matrimonio, aiutami a portare fino all’altare la mia innocenza battesimale. Provoca tra le giovani dell’Azione cattolica molte sante vocazioni religiose».
Il 14 aprile 1957, nel primo pomeriggio, Pierina Morosini stava recandosi a casa per una stradina solitaria quando fu accostata bruscamente da un giovane ventunenne: al rifiuto delle sue offerte seguì un tentativo di violenza; Pierina lottò strenuamente e colpita ripetutamente con una pietra cadde in coma, morendo due giorni dopo in ospedale senza avere ripreso conoscenza. Il primo a trovare il corpo era stato il fratello che l’aveva vista esanime con una ferita alla testa e subito portata in ospedale.
Pare che il colpevole l’avesse infastidita per circa un anno e che l’aggressione fosse stata il risultato di una scommessa con gli amici; arrestato, confessò. E interessante notare che il medico dell’ospedale che provò a salvare la vita di Pierina Morosini, sentiti i particolari sul delitto, esclamò: «Qui abbiamo una nuova Maria Goretti!».
Questa idea si diffuse rapidamente e una vasta folla partecipò al suo funerale, il 9 aprile. La sua tomba si trasformò rapidamente in luogo di pellegrinaggio, soprattutto per i seminaristi e i membri dell’Azione cattolica; la sua prima biografia fu pubblicata nel 1960. Nel 1983 le sue spoglie furono trasferite in un reliquiario di marmo nella chiesa parrocchiale e nel 1987 venne beatificata da Papa Giovanni Paolo II. E’ importante non vedere la sua morte come disgiunta dal resto della sua vita, perché di quest’ultima, vissuta coerentemente da cristiana, essa fu una logica, seppur estrema, conseguenza.
A cinquant’anni dalla morte, e a venti dalla beatificazione, il 28 ottobre 2007 è stato inaugurato, presso la Chiesa parrocchiale di Fiobbio di Albino (Bg), il suo paese nativo, il nuovo museo, allestito dallo Studio di Architettura Edoardo Milesi, dedicato a Pierina Morosini. Il museo, che ne ripercorre sia il cammino terreno che quello spirituale, presenta foto, abiti, oggetti quotidiani e di lavoro; all’interno c’è anche il “pannello del perdono” concesso dalla madre della Beata, Sara Noris, al brutale aggressore della figlia.
Fonte: Il primo grande dizionario dei santi di Alban Butler / - letteraturaalfemminile.it/museopierinamorosini.htm
DALL'OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II
Nel discorso del 5 ottobre, il giorno successivo alla beatificazione, Giovanni Paolo II, rivolgendosi ai fedeli bergamaschi e particolarmente a quelli di Fiobbio diceva:
A voi di Fiobbio e della diocesi di Bergamo vorrei dire: “Stì bé! – State bene!”. Era, questo, un saluto abituale della beata Morosini, quando andava e veniva dal lavoro. Le sue labbra e il suo cuore lo ridicono ancora oggi, a tutti, nel dialetto a voi familiare e nella lingua universale dell’amore cristiano. È un augurio di bene, seminato lungo le strade di tutti i giorni.
…Miei cari, le campane delle vostre comunità hanno dato l’annuncio gioioso di queste beatificazioni. Sono un invito alla gioia ed alla conversione, perché Dio, “che incorona gli umili di vittoria” (Sal 146, 6), ha mostrato ancora una volta in queste giovani donne la potenza della sua grazia. Il mio augurio è che, per loro intercessione, Egli “vi renda degni della sua chiamata e porti a compimento, con la sua potenza, ogni vostra volontà di bene e l’opera della vostra fede” (2 Ts 1, 11). Portate con voi, nelle vostre comunità, la speranza della Chiesa intera: che “sia glorificato il nome del Signore Gesù in voi e voi in Lui” (2 Ts 1, 12).
PREGHIERA
Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete,
bussate e vi sarà aperto"
o Signore, fonte di ogni bene,
che sei ricco di Grazia
e grande nell'amore,
tu vedi la nostra povertà
e i nostri bisogni:
non dimenticarci su questa terra d'esilio,
ma, per intercessione
della Beata Pierina Morosini,
facci credere nel valore della preghiera, vieni in nostro aiuto
e concedici quello che ti chiediamo per l'anima e per il corpo.
Per Cristo nostro Signore. Amen
Padre nostro, Ave, Gloria

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